| QUANDO GLI ANIMALI USANO GLI STRUMENTI |
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| Scritto da Roberto Allegri | |
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Tempo fa, alcuni studiosi della Wildlife Conservation Society avevano fotografato una coppia di gorilla in una foresta del Congo, mentre usavano degli utensili. I due animali, due femmine per la precisione, si erano serviti di un bastone per sondare la profondità di un laghetto prima di attraversarlo. E poi lo stesso bastone era servito nel reggersi in equilibrio mentre afferravano il cibo e per camminare su un terreno fangoso. Le foto e la notizia aveva fatto in fretta il giro del mondo perché rappresentavano un documento molto importante. L’uso degli utensili da parte delle scimmie era già noto ma riguardava oranghi e scimpanzè. I gorilla, tra i primati più simili all’uomo, mancavano invece alla lista. Avevano dato prova di saper usare strumenti in cattività ma allo stato selvatico questo non era mai stato osservato. Riflettere su notizie del genere, ridimensiona in parte una certa superbia da parte dell’uomo che pensa di essere l’unico a saper sfruttare con successo l’ambiente che lo circonda. Si ritiene impossibile che gli animali possano usare utensili, possano pensare di utilizzare un bastone, una foglia, un sasso al fine di ottenere qualcosa. E ogni volta che questo accade, ogni volta che viene documentato, c’è stupore. Ma soprattutto grande emozione perché è come se le differenze che ci separano dagli altri esseri che popolano il pianeta diminuissero. Le scimmie però non sono gli unici animali ad “usare strumenti”. Basti pensare alle formiche che attraversano corsi d’acqua a bordo di foglie usate come zattere o agli uccelli che usano sassi per procurarsi il cibo. Ricordo di aver visto un corvo, all’Alpen Zoo di Innsbruck, che usava un lungo bastoncino per attirare le dita incaute dei visitatori del parco, attraverso la rete metallica, e poi divertirsi a dar loro decise beccate. Anche gli animali più vicini a noi, come i cani e i gatti che abitano nelle nostre case, sono in grado di fare altrettanto. E non c’è da stupirsi data la loro innegabile intelligenza. Pur non possedendo vere e proprie mani ma usando le zampe e la bocca, cani e gatti hanno più volte dimostrato di saper aprire e chiudere le porte, ad esempio, anche senza essere stati addestrati. A quanto pare è sufficiente osservare i gesti dei loro padroni. Conosco dei cani che hanno imparato ad aprire il frigorifero e a servirsi da soli quando le persone di casa sono assenti. Capacità di questo tipo vengono a volte sfruttate per scopi nobili, come l’asssistenza alle persone disabili. I cani della A.I.U.C.A. di Como (la sigla sta per “Associazione Italiana Uso Cani Assistenza”) sanno accendere e spegnere l’interruttore della luce, raccogliere oggetti da terra e porgerli al padrone, oppure spingere la sua sedia a rotelle se non è in grado di muoversi. All’assistenza degli invalidi, soprattutto nei piccoli incarichi domestici, pare siano adatti anche i gatti, per certi versi ancora più fantasiosi dei cani. Il professor Dethier, docente di biologia all’Università di Princeton in Inghilterra, ha sottoposto alcuni mici a complessi test per l’intelligenza: i risultati sono stati superiori a quelli ottenuti con ogni altro animale escluse le scimmie. Il fatto è che i gatti possiedono un cervello molto simile al nostro in quanto a funzione e struttura e come noi, usano principalmente la vista e l’udito per interagire e sfruttare l’ambiente. Possiedono inoltre elevatissime doti di apprendimento e questo quindi li renderebbe molto utili ai portatori di handicap. L’astuzia e l’uso di strumenti da parte dei gatti è testimoniato anche dalle ricerche degli studiosi della Wesleyan University negli Stati Uniti. E’ stato infatti osservato alcuni gatti che sistemavano pezzetti di pane sotto gli alberi come esca per attirare gli uccelli. |
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