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MAMMIFERI DELLE PRATERIE PDF Stampa E-mail

Le praterie coprono circa un quarto della superficie terrestre e mantengono una gran varietà di animali. Sebbene siano habitat aperti, dominati dalle erbe, la savana delle aree tropicali e subtropicali ha alberi e boschetti radi, che spesso formano boschi aperti. Le praterie hanno lunghi periodi di siccità (con rischio di incendi) interrotti da piogge occasionali.

• BRANCHI

Nelle pianure aperte vi sono pochi posti in cui nascondersi. Un metodo di autodifesa usato dagli erbivori delle praterie è di unirsi in branchi per una  “sicurezza da grandi numeri”. Mentre alcuni membri del branco mangiano o riposano, altri restano in guardia, pronti a sentire il pericolo. Se un membro individua un predatore può avvertire gli altri con richiami e azioni. Alcuni membri di un branco cooperano per sviare un nemico. I più grandi branchi di mammiferi si trovano nella savana africana, dove le zebre, le antilopi e le gazzelle si uniscono in grandi aggregazioni.

• VELOCITA’ E MOVIMENTO

Data la protezione relativamente scarsa degli habitat di prateria, la velocità è diventata una caratteristica importante di molti grandi mammiferi. L’evoluzione favorisce i predatori, che sono abbastanza veloci da poter raggiungere le loro vittime, come il Ghepardo in Africa e le prede che sono abbastanza rapide da poter sfuggire ai cacciatori, come l’Antilocapra in Nord America: questi sono i due corridori più veloci del regno animale. Il cavallo selvatico ha sviluppato sia la velocità sia la resistenza per percorrere grandi distanze nella prateria. L’equide selvatico più veloce è l’Onagro (Asino selvatico asiatico), che può raggiungere una velocità di 70 km/h.

• SCAVARE

Un modo per creare luoghi nascosti nelle praterie è scavare. I piccoli mammiferi, specialmente roditori come i cani della prateria, le arvicole, i ratti e i ratti-talpa, trovano rifugio in questo modo dai predatori, dalle condizioni climatiche e dagli incendi. Spesso le tane hanno collinette intorno alle entrate per evitare allagamenti. Le più grandi, abbastanza grosse da accogliere un uomo, sono quelle dell’Oritteropo africano, abile mangiatore di formiche e termiti.

 
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