Cavia peruviana
Scritto da Roberto Allegri   
REGOLE D’ORO PER LA CAVIA PERUVIANA

cavia
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E’ uno degli animaletti domestici che più facilmente stringe amicizia con le persone. Se accudito con amore e premure, arriva anche all’età di dieci anni. Non ha l’abitudine, a differenza di tanti altri roditori, di mordere tutto quello che trova davanti a sè e per questa ragione si può lasciarlo libero per casa senza temere per il mobilio. Eppure, nonostante tutte queste buone qualità, la Cavia peruviana non ha mai avuto molta fortuna. Prima di tutto perché è uno degli animali più usati nei laboratori di ricerca, al punto che è diventata proprio un sinonimo di “soggetto per esperimenti”. E poi anche il suo nome esatto viene spesso dimenticato e la sia chiama impropriamente “porcellino d’India”, dimenticando che è originaria del Sud America e non dell’India, e che col maiale non ha proprio niente in comune. Tra i piccoli animali domestici però la Cavia è forse il più docile e affettuoso, e chi decide di tenerne una in casa, di occuparsi di lei e considerarla membro della famiglia, in cambio riceve davvero molto. La Cavia dimostra di attaccarsi sul serio al suo padrone,, si lascia accarezzare tranquillamente da lui senza mai accennare a mordere e lo accoglie con fischi e borbottii ogni volta che lo vede.
Esistono diverse varietà di Cavie, differenti per colore e caratteristiche del pelo, compresa una d’Angora dalla pelliccia abbondante e morbida. Ma tutte hanno bisogno delle stesse semplici cure per vivere in piena salute: una dieta varia e molta, molta quiete.
La Cavia è un animale erbivoro quindi mangia soprattutto frutta e verdura in gran quantità.  Il suo pasto allora deve comprendere sempre verdura fresca come insalata, bietole, broccoli, cavoli e soprattutto carote. E poi avena, granturco, mele, kiwi. Ogni tanto si può ricorrere anche a pastoni composti da latte in polvere, farina d’avena, orzo e frumento oppure utilizzare i mangimi in vendita nei negozi di animali, studiati appositamente per i roditori. Ma si tenga a mente una cosa: la Cavia non è in grado di sintetizzare da sola la Vitamina C, come fanno altri roditori ad esempio il coniglio. Quindi, se non si vuole che le sue difese immunitarie si indeboliscano, si deve somministrare un integratore vitaminico, mescolandolo all’acqua o al cibo, oppure scegliere ortaggi naturalmente ricchi di Vitamina C come ad esempio il cavolo. Il fabbisogno giornaliero della Cavia di Vitamina C è di 10 mg per ogni chilo di peso.
Le Cavie sono golose, amano mangiare, e quindi tendono inevitabilmente ad ingrassare. Nella loro gabbietta, che deve essere il più grande possibile, si devono perciò sistemare giocattoli che le impegnino in esercizi fisici. Come tutti i roditori, vanno matte per le ruote e i cilindri. Ed è facile vedere il simpatico animaletto usare i suoi “attrezzi ginnici” perché, al contrario del criceto, la cavia è un animale diurno, attivo nelle ore di luce.
Un’altra cosa importante da non scordare mai è che quando si ha che fare con una Cavia, la parola d’ordine deve essere sempre “delicatezza”. Questo animale soffre facilmente di problemi cardiaci e quindi non si deve mai agitarlo inutilmente, spaventarlo e sottoporlo a continui stress. Per lui, essere preso in mano e manipolato in continuazione, è logorante e allora, anche se la sua espressione è irresistibile, non si deve cedere alla tentazione di prenderlo spesso in braccio per accarezzarlo. Scegliamo invece un orario per le coccole e rispettiamolo ogni giorno. La Cavia imparerà in fretta e aspetterà vicino alla porticina della gabbia le mani del suo padrone. 
Un’ultima cosa. Si è detto che le Cavie vengono usate moltissimo nei laboratori, a causa della loro docilità e della rapidità con cui si riproducono. Ma solo Alfred Edmund Brehm, mitico zoologo dell’Ottocento, spese per la Cavia parole di riconoscimento per questo suo sacrificio. Scrisse infatti: “Certamente contro la loro volontà, le Cavie hanno favorito la scienza. Vengono infatti largamente usate per le ricerche, come animali da laboratorio e per questo si sono assicurate un posto d’onore nella letteratura scientifica.”

 
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