Il grande inganno del fumo e il fallimento della sperimentazione animale
Parliamo di sperimentazione animale o, più semplicemente, di vivisezione. Sul tema della ricerca in senso generale e, più specificatamente, sulla sperimentazione animale, il Partito animalista europeo prende nuovamente posizione con un intervento che riportiamo di seguito. Ricordando, peraltro, il Tavolo sui metodi alternativi inaugurato, presso il Ministero della Salute, dal precedente ministro Balduzzi e del tutto fermo sotto la gestione dell'attuale ministro Lorenzin.
Nel mondo i morti a causa del fumo di tabacco sono 5,4 milioni ogni anno di cui in Italia 85.000. Il fumo è responsabile di circa il 90% dei tumori polmonari mortali nei paesi sviluppati. Il fumo rappresenta anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie non neoplastiche ed è uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare. E' responsabile di 1/3 di tutte le morti per cancro e del 15% di tutte le cause di morte: una morte ogni 6-7 è attribuibile al fumo; il fumo fa una vittima ogni 7 minuti, spiega il Pae nella sua nota.

Abbiamo dovuto attendere milioni di decessi per considerare il fumo dannoso per l'uomo. Fumare veniva considerato non cancerogeno in quanto il cancro causato dal fumo è difficile da riprodurre in animali da laboratorio. Per decenni i ricercatori esperti di sperimentazione animale avevano assicurato e garantito l'innocuità del fumo di tabacco autorizzandone il commercio, ma a tutt'oggi non ammettono ancora il fallimento di tale pratica non predittiva per il genere umano. Sono loro i veri responsabili dei questo straordinario disastro, attacca il Pae.

Ormai i ricercatori scientifici sono consapevoli che la prova sull’animale è il miglior strumento per costruire curriculum e pubblicazioni “scientifiche”, ma è soprattutto utile per fornire la risposta più favorevole agli interessi delle aziende produttrici>, prosegue il comunicato che spiega:

1) la sperimentazione animale è l’alibi per una sperimentazione sull’uomo senza adeguate garanzie (è l’uomo la vera cavia per ogni nuovo prodotto immesso sul mercato);
2) la sperimentazione animale consente ai produttori di predeterminare la risposta di qualsiasi test (basta variare la specie animale usata);
3) la sperimentazione animale fornisce alle aziende produttrici “l’incertezza della prova”: consente di affermare, prima delle prove cliniche sull’uomo, che “non vi è pericolo” in quanto “tutti i test su animali sono stati fatti” . Come pure di affermare, una volta avvenuto il disastro farmacologico, che le prove su animali non sono predittive, permettendo alle aziende di aggirare le responsabilità penali, civili e il pagamento dei danni causati.

Legislazioni o farmacopee nazionali, europee ed internazionali impongono l'obbligatorietà del modello animale, ufficialmente per tutelare le cavie umane nelle successive fasi cliniche, ma di fatto per garantire l'immissione sul mercato di qualsiasi farmaco o sostanza anche se nociva e mortale per l'uomo, unicamente per garantire interessi economici ai produttori del farmaco - continua il Pae - In caso di disastro farmacologico il ritiro di un farmaco dal commercio non avviene prima di 5 anni garantendo ai produttori comunque e sempre straordinari profitti. Ne è l'esempio l'antinfiammatorio Vioxx ritenuto responsabile di 90-140 mila decessi per infarto ed ictus  che pure aveva sorpassato brillantemente i test sugli animali. Solo nell'ultimo anno questo prodotto aveva fatturato l'astronomica cifra di 2,5 miliardi di dollari. E la lista è lunghissima. E cosa dire circa i disastri causati dall'Amianto, Diossina, Benzene, ecc. tutti innocui per gli animali ma nocivi e mortali per l'uomo?, interroga il Partito animalista europeo.

E' proprio qui il nodo della questione, giuridicamente ed incredibilmente gli studi sugli animali hanno più credito dei rapporti clinici, nonostante gli innumerevoli decessi e danni irreversibili. Di fatto i test di sicurezza condotti sugli animali ci possono danneggiare in modo diretto e possono indurci a scartare rimedi che sarebbero risultati benefici per l'uomo>, conclude la nota.

source: quotidiano.net
 
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