| Green Hill, decine di beagle abbattuti |
|
|
|
Difettati. Per questo eliminati. Come in una comune linea di produzione. Con la differenza che al posto di coperchi di pentole a fare questa fine sono stati cuccioli di beagle. L'assenza di farmaci per la Procura è spia di una condotta che va oltre il maltrattamento di animali, reato per il quale sono stati iscritti nel registro degli indagati l'amministratore, il direttore e il veterinario di Green Hill. La nuova ipotesi di lavoro, non ancora contestata formalmente, è quella rubricata all'art. 544bis del codice penale come uccisione di animali senza necessità. Nei congelatori anche altri cani morti. Una percentuale però considerata fisiologica con riferimento al numero di esemplari allevato nei cinque capannoni di Montichiari. Ieri in Procura si è tenuto un lungo vertice tra il pm Ambrogio Cassiani e gli operatori del Nirda che hanno relazionato circa gli esiti delle ultime 48 ore di verifiche. Sempre nella giornata di ieri si è fatta viva anche Green Hill. La società, attraverso una nota, ha fatto sapere le sue intenzioni contro il sequestro disposto mercoledì. «Nei prossimi giorni - recita il comunicato - presenteremo ricorso contro un decreto di sequestro probatorio che non prende in considerazione l'esito delle innumerevoli ispezioni che hanno confermato la regolarità delle attività svolte all'interno del nostro allevamento». «Questo sequestro - spiega l'azienda di Montichiari - è utilizzato per alimentare un processo di piazza con fuga di notizie frammentate o infondate». «Esistono normative italiane ed europee che regolano l'allevamento degli animali e la sperimentazione animale - proseguono i responsabili della struttura sotto sequestro -. Il nostro compito è quello di rispettarle e non quello di rispondere alle provocazioni e alle illazioni di chi le ignora o le vuole stravolgere». art. di Pierpaolo Prati, fonte: giornaledibrescia.it |
| < Prec. | Pros. > |
|---|














