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Videoadozioni compie un anno di vita
In 54 puntate presentati
oltre 800 fra cani e gatti,
200 quelli adottati
fulvio cerutti (agb)
torino
Il primo fu Piccolino, l'ultimo, almeno per adesso, è stato Dorian. In mezzo Charlie, Duca, Alfredo, Lola, Zen, Artù, Giada, King e tanti altri nomi fantasiosi, tanti musetti più o meno umidi, ma tutti con la stessa voglia di lasciare la vita trascorsa dentro un canile per finire fra le mura domestiche di una famiglia. Sono i cani presentati nei filmati di "videoadozioni" il servizio de LaZampa.it che oggi compie un anno di vita. Da quel 18 aprile 2011, in 54 puntate, sono passati di fronte alle telecamere oltre 800 fra cani e gatti e 200 di questi sono stati adottati. Un successo di sicuro inaspettato, soprattutto perché di mezzo c'é stata l'estate, periodo dove i canili, più che svuotarsi si riempiono.
L'idea è nata da Francesco Espen, uomo dalla lunga carriera nel settore televisivo, che ha avuto l'intuizione di portare i cani direttamente in quella "scatola magica" che è il web e la televisione. Con i vantaggi che lo strumento permette di avere rispetto alle fotografie: capire la reali dimensioni degli animali, elemento non trascurabile quando si vive in un appartamento, vedere come si muovono, sentirne il loro "parlare".
I risultati sono subito arrivati. Ogni volta che Espen, insieme a Giordano Signori (l'operatore che sta dietro alla telecamera e che non vedete mai, ma c'è sempre), torna dalla registrazione delle puntate racconta entusiasta l'effetto della precedente visita: «L'altro sabato quel canile - racconta - aveva il parcheggio pieno di persone che volevano adottare il cane». E ancora: «Una signora è venuta giù da un paese lontano in taxi perché voleva assolutamente adottare quel cane che ha visto nel video». Le storie sono tante, alcune pubblicate anche sulle pagine di Animalia, l'appuntamento del mercoledì che La Stampa dedicata agli animali nella pagine della cronaca di Torino: per esempio la storia di Davino, ex ufficiale degli alpini, che dopo gli orrori visti in Ruanda ha preferito dedicare la sua vita agli animali e ora è responsabile del rifugio di Cavour.
A fine di ogni puntata Espen si segna tutti i nomi degli animali presentati e, quando torna per un'altra visita, per prima cosa spunta dall'elenco quelli adottati e arriva puntuale la telefonata in redazione: «Nove su quindici, Fulvio, sono stati adottati nove su quindici! Scappo che devo andare a registrare».
Per ora il servizio è dedicato alla provincia di Torino, sia per questioni logistiche, sia per questioni economiche. Ma con la passione e l'aiuto di chi guarda il programma e decide di fare un gesto d'amore regalando una nuova vita ai quattrozampe, speriamo di poterlo allargare. Come direbbe Espen: «Dai proviamoci».
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