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Freddo Siberiano: Il cappottino fa bene ai cani a pelo corto

LE TEMPERATURE siberiane di questi giorni non risparmiano nessuno, nemmeno gli amici a quattro zampe o con le ali. Fanno bene a tenerlo a mente tutti i proprietari di cani, gatti e altri animali domestici che «stando in casa sono abitauati a vivere alle stesse temperature di noi umani – precisa Geremia Dosa, veterinario responsabile della Salute animale dell’Ausl — . Va bene portarli fuori a giocare nella neve, ma bisogna avere alcune accortezze. Le razze che sviluppano un folto pelo che cadrà in primavera o uno spesso strato di grasso non hanno alcun problema. Per quelle invece a pelo corto, come il dalmata, consigliamo delle bardature per aiutarli a mantenere la temperatura corporea».
INSOMMA, le ‘copertine’ dei cani in questa stagione non sono un vezzo ma un vero e proprio cappotto da indossare per gli stessi motivi per i quali non andiamo in giro in maglietta in pieno inverno. Chi poi, mosso da cuore tenero, volesse offrire qualcosa da mangiare agli uccellini che in questi giorni trovano solo una coltre bianca sotto i loro voli, potrà certamente fare la sua parte piazzando un piattino sul davanzale. «Mossi da fame mangiano un po’ tutto – continua Dosa —, ma l’ideale sarebbero granaglie secche o pane. Il top sarebbe un po’ di becchime comprato negli appositi negozi per animali». Un discorso a sé lo meritano invece gli allevamenti professionali o i privati che per hobby allevano pollame e bestiame. «Non abbiamo avuto segnalazioni di particolari problemi come la mancata consegna dei mangimi per il blocco dei tir o il crollo di strutture che comunque nelle nostre zone hanno circa quarant’anni – precisa — . In ogni caso ci sono accorgimenti che valgono per tutti, sia per gli allevamenti professionali che per gli hobbisti». Il primo è quello di tenere gli animali in strutture al chiuso, anche le finestre, e di lasciarli al pascolo solo con il bel tempo e il sole. Poi bisogna rifornirli di lettiere asciutte, isolanti, in paglia o segatura dove possono accomodarsi senza venire in contatto con superfici umide. E ancora rifornirli di un surplus di mangime perché devono sopperire anche alla maggiore produzione termica di questi giorni. Infine «da non trascurare è l’acqua che deve essere a temperatura bevibile, cioè sugli 8-10°C – ricorda — . Ne va di problemi intestinali con l’acqua ghiacciata, come per l’uomo. In alcuni allevamenti si sono ghiacciati i tubi degli impianti automatici e gli abbeveratoi vanno riempiti a mano. Un bovino da latte continua a produrre tra i 20 e i 30 litri al giorno, quindi continua a bere in maniera massiccia».
Cristina Degliesposti

fonte: ilrestodelcarlino.it
 
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