Che Animale possiedi?
 

Advertisement
Gelo killer per gli animali: agnelli e mucche a rischio e galline non fanno più uova PDF Stampa E-mail
Image 

Gelo killer per gli animali: agnelli e mucche a rischio e galline non fanno più uova

A morire sono soprattutto gli agnelli, vittime del grande freddo. Un gelo che attanaglia da giorni e giorni intere zone montane, collinari e anche pianeggianti delle Marche e del Molise dove si allevano ovini. A causare una vera e propria moria di agnellini sono le temperature troppe rigide tanto che molte pecore stanno abortendo e i neonati sono troppo deboli per resistere.

Ma numerose vittime si contano anche tra le pecore per i crolli dei tetti di molte stalle dovuti al peso della neve e per la carenza di cibo e di acqua che si fa sempre più grave in questi giorni. A segnalare alcune situazioni più critiche è la Coldiretti, l'organizzazione degli agricoltori ramificata su tutto il territorio nazionale e molto attiva anche dal punto di vista dell'assistenza alle aziende in difficoltà.

Una condizione particolarmente grave è quella che sta vivendo l'azienda zootecnica di Elisa Giancola, nella contrada Colle Pasquini a Macchiagodena, in provincia di Isernia. L'allevamento di pecore di questa fattoria che si trova a un'altitudine di 900 metri è stato duramente colpito dalla nevicata per il crollo del tetto dell'ovile. Qui su 470 capi circa una trentina sono deceduti ma il bilancio tende a salire e da sabato non sono ancora arrivati i soccorsi. "Se non arriva qualcuno ad aiutarci le pecore continueranno a morire - afferma all'Adnkronos la titolare, Elisa Giancola - noi siamo in cinque, mio marito, i miei tre figli ed io, ma non riusciamo a rimuovere le travi che sono cadute. Abbiamo chiamato la Protezione civile, ma non si è ancora visto nessuno". Qui la neve ha raggiunto il metro e mezzo.

La carenza di acqua e cibo per gli animali viene segnalata in provincia di Ascoli Piceno dove gli allevamenti estensivi di ovini contano circa 10mila capi e sono soprattutto quelli più in basso a registrare i maggiori problemi. "Qui continua a nevicare e non solo muoiono tanti agnelli ma si può dire che la produzione di latte ormai è inesistente - spiega all'Adnkronos Giulio Federici, direttore della Coldiretti di Ascoli Piceno - le mungiture vengono abbandonate perché manca il cibo che non arriva per l'isolamento di molte aziende e l'acqua si ghiaccia. Noi stiamo cercando di aiutare ma la situazione è critica".

Un altro caso divenuto drammatico è quello di un allevamento di Sassofeltrio, in provincia di Pesaro e Urbino, dove venerdì è crollato il tetto della stalla. Il titolare, Walter Baldacci, ha sistemato le quaranta mucche in ricoveri di fortuna ma la sua azienda è da cinque giorni letteralmente sepolta dalla neve, arrivata a tre metri e mezzo. Nelle ultime ore oltre all'acqua e al cibo è venuta anche a mancare l'energia elettrica. Coldiretti Pesaro ha chiesto alla Protezione civile e alla Provincia l'intervento di una turbina per aprire un varco nel muro di ghiaccio e raggiungere così la strada provinciale per portare acqua e cibo agli animali. La zona è però sotto una violenta tormenta di neve e i mezzi non riescono a muoversi.

L'impossibilità di effettuare le consegne a causa della neve sta intanto mettendo a rischio la produzione di latte nel pesarese. Gli allevamenti delle zone interne sono in difficoltà nello stoccare il latte munto quotidianamente. Ai problemi di acqua e cibo, con le condutture gelate e l'impossibilità di approvvigionarsi, si sono così aggiunti quelli del trasporto.

In Puglia il maltempo sta mettendo a dura prova gli agricoltori. Risulta distrutto il 50% degli ortaggi autunnali e invernali, quali cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli secondo la Coldiretti. Tutto ciò che poteva essere raccolto giace sui campi, perché i collegamenti interrotti determinano l'impossibilità al trasporto della merce. Sono schizzati i costi per il riscaldamento delle serre, aumentati del 30% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre in decine di stalle isolate mucche, pecore e maiali rischiano di rimanere senza acqua e cibo per le difficoltà di garantire l'approvvigionamento dei mangimi e per i danni provocati dal gelo alle condutture che portano l'acqua agli abbeveratoi.

''Da anni non affrontavamo un freddo simile - spiega Anna Magnani, che a Pizzighettone, in provincia di Cremona, segue un allevamento con 300 mucche - Le bacinelle dove gli animali bevono gelano in continuazione. Da parte nostra è un andirivieni per sgelare le condutture: ma ogni mezz'ora siamo punto a capo. Proteggiamo i vitellini in tutti i modi: abbiamo preparato delle cuccette con paglia asciutta, abbiamo le lampade che danno calore e le cuccette sono il più possibile ovattate, protette, per garantire che i piccoli non soffrano troppo il freddo''. E a tutto questo si aggiunge il problema dei costi che aumentano: gli impianti di riscaldamento che vanno a pieno regime, il costo del carburante, i trattori lasciati accesi più a lungo per scaldarli. Poi ci sono anche i costi per l'alimentazione degli animali: i prezzi del fieno e del resto del foraggio in questi giorni sono già aumentati, visto che l'approvvigionamento è più difficile.

Il gelo polare frena anche la produzione di uova. Sta accadendo in Toscana dove gli allevamenti avicoli a terra (detti anche 'in voliera'), situati in particolare nella zona del Mugello e nelle aree colpite dalle gelate di questi giorni, stanno registrando un progressivo arresto della produzione di uova intorno al 10%-20% rispetto ad una settimana fa.

Le galline sono 'stressate' dal freddo siberiano e stanno 'faticando' non poco a deporre le uova. Disagi di carattere economici per gli allevamenti in gabbia dove i capannoni sono sempre condizionati (temperatura tra 18-19°) e dove gli imprenditori sono costretti ad extra-energetici per riscaldare gli ambienti.

E' quanto spiega Coldiretti Toscana che sta monitorando le aree più critiche della Regione colpite dalla gelata. ''Man mano che la densità di allevamenti aumenta - sottolinea Coldiretti in un comunicato - rallentano anche gli effetti del freddo: gli animali stanno vicino l'un l'altro e riescono a sopportare bene l'abbassamento delle temperature. A soffrire di più sono i piccoli allevamenti''.

Ma c'è anche chi 'gode' delle temperature siberiane. E' la limousine. Nel Mugello dove questa particolare razza originaria e solida del massiccio centrale francese ha trovato le condizioni ottimali grazie all'ottimo lavoro dell'Associazione Toscana Allevatori (Aia), si vendono decine e decine di capi a spasso nei pascoli innevati incuranti del freddo.

''E' una razza - conclude Roberto Nocentini, presidente dell'Aia - che garantisce carni ottime e di qualità capace di vivere al pascolo in qualsiasi clima e temperatura. Anche quando fa molto freddo. I vitellini, già ad ottobre, nascono con il pelo lungo per difendersi dal freddo e questo la dice lunga sull'adattabilità di questa razza anche quando fa freddo''.

fonte: Adnkronos
 
< Prec.   Pros. >