Animali preistorici: ritrovati i resti fossili di un feto di plesiosauro
Animali preistorici: ritrovati i resti fossili di un feto di plesiosauro

Era il 1987 quando Charles Bonner scoprì le ossa fossilizzate di un rettile marino proprio nel suo ranch, nel Kansas. Fu subito identificato come un plesiosauro, forse un Polycotylus e fu recuperato come in genere si fa con tutti i resti fossili. Ma questo esemplare era speciale: l’animale mostrava con chiare evidenze di essere incinta. Le ossa, in seguito, furono donate al Museo di Storia Naturale della Contea di Los Angeles. Lo studioso Frank Robin O’Keefe, della Marshall University, le analizzò confermando che i resti nello scheletro dell’animale erano di un feto.

I resti del piccolo plesiosauro ancora oggi sono oggetto di studio da parte di molti paleontologi. Tutti concordano sul fatto che i fossili mostrano segni di crescita incompleta e, al contrario, non mostra segni di masticazione o esposizione agli acidi gastrici. Segni questi che farebbero ipotizzare ad un caso di cannibalismo, tipico della specie.

La scoperta suggerisce dunque che questo rettile dava alla luce piccoli vivi contrariamente ai rettili di epoche più moderne che erano soliti deporre le uova. “Abbiamo ipotizzato che questo stile riproduttivo indichi una specie sedentaria che vive in ambiente stabile”, afferma O’Keefe. Tali affermazioni si basano su ritrovamenti di fossili di femmine gravide e smentiscono alcune teorie sulla riproduzione di questo enorme rettile acquatico. Ecco la ragione per cui quello del plesiosauro incinta del Kansas costituisce, dopo almeno 200 anni di ricerche e di raccolte, il primo ritrovamento di questa specie.

Il feto di plesiosauro ha circa 78 milioni di anni e si tratta del primo rappresentante di questa specie il cui sesso sia stato identificato con certezza. Inoltre, questo primo embrione di Polycotylus latippinus misura un metro e mezzo di lunghezza e si trova a circa 2/3 del suo sviluppo. “È il primo plesiosauro gravido a noi noto”, dichiara ancora O’Keefe. “Dimostra che il plesiosauro partoriva figli vivi e non si spostava sulla terraferma per deporre le uova. Questo pone la parola fine ad un mistero che dura da 200 anni”.

Ma chi erano i plesiosauri? Per avere un’idea della specie basti pensare al ben più noto esemplare di Loch Ness, ovvero Nessie, il presunto mostro che si cela nel lago scozzese. Era un rettile marino che arrivava a superare i 5 metri di lunghezza e si caratterizzava per il collo lungo e sottile ed un corpo al contrario molto largo, dotato di zampe simili a pinne.

Gli studi dei ricercatori si sono concentrati anche sulla cura della prole che ne farebbe ipotizzare alcuni sintomi di intelligenza. Ma O’Keefe è cauto: “I rettili generalmente non sono intelligenti come i mammiferi. Ho visto molte scatole craniche di plesiosauri e non c’è molto spazio per il cervello. Perciò i plesiosauri potrebbero essere stati intelligenti per gli standard dei rettili”.

Insomma, il piccolo plesiosauro ha tutte le carte in regole per attirare l’attenzione proprio come il suo più famoso antenato Nessie.

fonte: nextme.it
 
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