| Il fallimento delle riserve africane |
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Il fallimento delle riserve africane I parchi nazionali ricoprono il 15 % del contintente, per un totale di 5 milioni di chilometri quadrati, una superficie dieci volte supeiore a quella dell'Italia. Questi luoghi, che ospitano animali famosissimi come i ghepardi e gli elefanti, giocano un ruolo centrale nella difesa di alcune delle specie più famose del mondo. Fino a questo momento, però, nessuno aveva analizzato nel dettagio la loro efficacia. La ricerca ha mostrato risultati molto diversificati a seconda delle zone. L'Africa occidetale detiene il primato negativo con un preoccupante crollo dell' 85% degli animali nei suoi 11 parchi. Mentre in Africa orientale la popolazione animale delle 35 riserve è diminuita quasi della metà. L'unico dato postivo è stato registrato nella parte meridionale del continente, dove si è verificata una crescita del 25%. Queste differenze mettono in luce una possibile causa di questo allarmante declino. L'Africa del sud dispone di maggiori fondi, mentre all'ovest si fa sentire di più la mancanza di denaro da investire nelle riserve. Jonatan Bailie, direttore dei programmi di conservazione dello Zsl, citato dal "Guardian", ha affermato: «I risultati sono molto peggiori di quanto non ci aspettassimo, ma la tendenza positiva dell'Africa del sud ci restituisce speranza e dimostra che i parchi africani possono essere davvero utili nel preservare le specie, se dotati delle risorse appropriate» . Nonostante le notevoli perdite, le riserve naturali continuano a svolgere una funzione importante. Al di fuori di queste la situazione è nettamente peggiore, al punto che alcuni animali, come il rinoceronte e il cane selvatico, si sono praticamente estinti al di fuori delle aree protette. I dati dimostrano inoltre che questo declino è molto rallentano negli ultimi tempi. Un altro motivo, secondo gli scienziati, per avere fiducia nel futuro. |
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