Il fallimento delle riserve africane
 Image

Il fallimento delle riserve africane
Diminuisce il numero di grandi mammiferi, colpa della mancanza di fondi e della caccia illegale nelle riserve

Nei parchi nazionali africani il numero di zebre, giraffe, leoni e altri mammiferi di grossa taglia è sceso del 59% dagli anni '70 a oggi. Lo ha rivelato un rapporto sulla biodiversità apparso sulla rivista scientifica "Biological Conservation" e ripreso dal sito Planet Earth Online. Lo studio, unico nel suo genere, è stat0 diretto dal ricercatore Ian Cragie durante il suo Phd presso l'Università di Cambridge. Ad affiancarlo nella ricerca c'era un team composto da esperti dello Zoological Society of London e del World Conservation Monitoring Centre di Cambridge, che ha raccolto dati su 583 mammiferi diversi nei 78 parchi nazionali africani dal 1970 al 2005.

Questa progressiva scomparsa dei grandi mammiferi, secondo gli esperti, sarebbe dovuta all'eccessiva caccia e al mutamento del loro habitat naturale, due fenomeni legati alla veloce espansione degli insediamenti umani. «In molti paesi dell'Africa resiste ancora una forte cultura della caccia. La gente del posto va a caccia illegamente nelle riserve per procurarsi la carne selvatica» spiega Cragie sul Planet Earh Online.
I parchi nazionali ricoprono il 15 % del contintente, per un totale di 5 milioni di chilometri quadrati, una superficie dieci volte supeiore a quella dell'Italia. Questi luoghi, che ospitano animali famosissimi come i ghepardi e gli elefanti, giocano un ruolo centrale nella difesa di alcune delle specie più famose del mondo. Fino a questo momento, però, nessuno aveva analizzato nel dettagio la loro efficacia.
La ricerca ha mostrato risultati molto diversificati a seconda delle zone. L'Africa occidetale detiene il primato negativo con un preoccupante crollo dell' 85% degli animali nei suoi 11 parchi. Mentre in Africa orientale la popolazione animale delle 35 riserve è diminuita quasi della metà. L'unico dato postivo è stato registrato nella parte meridionale del continente, dove si è verificata una crescita del 25%.
Queste differenze mettono in luce una possibile causa di questo allarmante declino. L'Africa del sud dispone di maggiori fondi, mentre all'ovest si fa sentire di più la mancanza di denaro da investire nelle riserve. Jonatan Bailie, direttore dei programmi di conservazione dello Zsl, citato dal "Guardian", ha affermato: «I risultati sono molto peggiori di quanto non ci aspettassimo, ma la tendenza positiva dell'Africa del sud ci restituisce speranza e dimostra che i parchi africani possono essere davvero utili nel preservare le specie, se dotati delle risorse appropriate» .
Nonostante le notevoli perdite, le riserve naturali continuano a svolgere una funzione importante. Al di fuori di queste la situazione è nettamente peggiore, al punto che alcuni animali, come il rinoceronte e il cane selvatico, si sono praticamente estinti al di fuori delle aree protette. I dati dimostrano inoltre che questo declino è molto rallentano negli ultimi tempi. Un altro motivo, secondo gli scienziati, per avere fiducia nel futuro.
 
< Prec.   Pros. >